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You are here: Home » Prodotti e servizi » Passepartout speciale » Archivio » Passepartout Speciale 1 - Maggio 2004 » 10 interviste ai rettori

10 interviste ai rettori

All'interno delle schede degli atenei si trovano le interviste a 10 rettori: Prof. Giovanni Puglisi (IULM); Prof. Giulio Ballio (Politecnico di Milano); Prof. Gianfranco Rebora (LIUC); Prof. Lorenzo Ornaghi (Università Cattolica del Sacro Cuore); Prof. Carlo Secchi (Università Commerciale Luigi Bocconi); Prof. Renzo Dionigi (Università degli Studi dell'Insubria); Prof. Alberto Castoldi (Università degli Studi di Bergamo); Prof. Enrico Decleva (Università degli Studi di Milano); Prof. Roberto Schmid (Università degli Studi di Pavia); Prof. Luigi Maria Verzé (Università Vita-Salute San Raffaele). Riportiamo qui di seguito il testo integrale dell'intervista a Giulio Ballio, rettore del Politecnico di Milano

Prof. Giulio Ballio

Rettore del Politecnico di Milano

Quale proposta didattica contraddistingue la Sua Università?
Il Politecnico di Milano è un’università scientifico – tecnologica che forma ingegneri, architetti e disegnatori industriali con varie e innovative specializzazioni. L’Ateneo da sempre punta sulla qualità e sull’innovazione della didattica e della ricerca che si traducono in uno stretto rapporto con la realtà economica e produttiva, attraverso la ricerca e il trasferimento tecnologico. Al Politecnico di Milano guardiamo con un occhio di riguardo l’Europa: offrire ai nostri studenti formazione e contatti di studio e ricerca internazionali è nostro obiettivo primario.

Quali sono i punti di eccellenza della Sua Università?
Il Politecnico ha 17 dipartimenti, 101 gruppi di ricerca, 137 laboratori di ricerca, 1152 appartenenti al personale docente (professori ordinari, associati, ricercatori), 313 assegnisti di ricerca, 729 dottorandi. Negli ultimi anni il Politecnico ha riprogettato profondamente i suoi 29 corsi di dottorato di ricerca negli obiettivi, nei contenuti e nei meccanismi di funzionamento. Il progetto ha definito un percorso formativo volto a preparare ricercatori non solo per la carriera accademica, ma anche per le imprese manifatturiere e di servizio, i centri di ricerca e la pubblica amministrazione. È stata istituita la Scuola di Dottorato di Ricerca, per il coordinamento dei corsi di dottorato e di confronto e progettualità sulla formazione dei ricercatori. Inoltre, Milano-Bovisa ha alcuni dei più avanzati laboratori d’Europa, fra i quali la Galleria del Vento e il Laboratorio per la Sicurezza dei Trasporti. È recentissima, infine, la scelta di assegnare 19 ricercatori allo sviluppo di progetti di ricerca trasversali di interesse di più dipartimenti e non presenti in forma organizzata nell’Ateneo.

La riforma universitaria: due pregi e due difetti?
Pregio: la speranza di poter avviare più rapidamente al lavoro molti giovani. Tale risultato potrà essere valutato tra qualche anno.
Difetto: quegli atenei che hanno effettivamente riformato i percorsi formativi hanno oggi un costo di gestione della didattica decisamente maggiori a prima. Il Politecnico ad esempio ha costi maggiori di circa 5 milioni di euro ogni anno, senza contare il maggior impegno dei propri docenti. La riforma rischia di fallire se si continuerà a pensare che può essere realizzata a costo zero.

L’incontro università – mondo del lavoro: come viene facilitato in questo ateneo?
Nel 2003 al Politecnico è stato istituito il Centro per la Valorizzazione della Ricerca con lo scopo di aiutare docenti, ricercatori e studenti a valorizzare la proprietà intellettuale nelle attività di brevettazione, a creare spin-off e giovane imprenditoria. Negli ultimi tre anni il Politecnico ha licenziato 52 brevetti dei quali due terzi sono già in uso.
Il Politecnico possiede inoltre un Acceleratore d’Impresa, finalizzato ad agevolare lo sviluppo dell’imprenditoria e a stimolare la creazione di imprese. I rapporti con le imprese vengono coltivati già dalle prime fasi del lavoro di ricerca: più della metà dei contratti di dottorandi e assegnisti di ricerca sono pagati su fondi provenienti da aziende. Aziende come ENI, Falck, Solvay, Mapei, Marcegaglia, consorzi di assicurazioni e di imprese credono nella ricerca del nostro ateneo e hanno deciso di contribuirvi stipulando convenzioni e finanziando con borse i nostri ricercatori.
Per quanto riguarda il placement, per i neolaureati è attivo il Progetto POLPO (Politecnico Portale di Opportunità): una mailbox dedicata agli studenti per ricevere da parte di aziende proposte di stage, collaborazioni, lavoro anche dopo la laurea.
L’Associazione Laureati, infine, offre un servizio di placement efficace raccogliendo richieste e organizzando incontri tra i responsabili delle aziende e gli studenti.

Un consiglio alla futura matricola?
Consiglio di comprendere subito se la strada che ha scelto è quella giusta. Abbandonare una facoltà dopo tre, quattro mesi non è una sconfitta. Permanere nell’università per un tempo significativamente superiore alla data prevista è un’esperienza che molte volte segna il proprio futuro.

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